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Storia della Thailandia

Cronologia dei principali eventi storici

I primi insediamenti

I primi insediamenti in pianta stabile risalgono al 2,500 a.C. (Età del Bronzo), periodo in cui popolazioni di etnia Mon e Khmer provenienti rispettivamente da ovest s’insediarono nell’alta valle alluvionale del Chao Phraya e nel Plateau del Khorat (Isan).

Tali popolazioni, Khmer in primis, si dimostrarono degli abili agricoltori, in particolare per quel che riguarda la coltivazione del riso (effettuata “immagazzinando” le abbondanti precipitazioni durante la stagione dei monsoni in bacini idrici).

A partire dal VI secolo, popolazioni di etnia Tai-Yuan, provenienti dallo Yunnan (Cina meridionale), s’insediarono nei territori dell’odierna Thailandia del Nord.

Oltre che per la loro abilità nella coltivazione del riso, le popolazioni Tai praticavano delle arti marziali, tanto da essere definiti i “contadini-guerrieri”.

Nei secoli a seguire, le popolazioni Tai s’insediarono nel fertile bacino meridionale del Chao Phraya.

Durante questa periodo, il linguaggio delle popolazioni Tai assorbì numerosi vocaboli e forme grammaticali tipiche della cultura Mon e Khmer, dando origine ad un linguaggio denominato “Khmero-Tai”, considerato dagli storici una forma primordiale dell’attuale linguaggio Thai.

Il Regno di Sukhothai

Indipendenza ed Espansione

Sukhothai – che letteralmente significa “Alba della Felicità” – fu un importante centro commerciale ed avanposto dell’Impero Khmer.

Nel 1238, a causa di una politica fiscale proibitiva, la popolazione locale si ribellò e proclamò la propria indipendenza.

La rivoluzione fu guidata da due nobili fratelli, Po Khun Phameung e Po Khun Bangklanghao.

Quest’ultimo fu proclamato sovrano del neo-costituito Regno di Sukhothai con il nominativo di Sri Intraditya (1238-1270), dando inizio alla Dinastia Reale Phra Ruang.

Nacque così il Regno di Sukhothai, periodo storico considerato l’inizio della civiltà Thai.

Ramkamphaeng The Great

Alla morte del sovrano Sri Intraditya, salì al trono il figlio maggiore Ban Mueang (1270-1279).

Alla morte di Ban Mueng, gli successe il fratello Ramkamphaeng.

Quest’ultimo, denominato “Ramkampheng The Great”, governò il Regno di Sukhothai dal 1279 al 1298.

Durante il Regno di Ramkamphaeng il regno raggiunse la massima espansione territoriale.

Il Regno di Sukhothai comprendeva a nord Luang Prabang e Vientiane (attuale Laos), ad ovest parte dell’attuale Stato Shan (attuale Myanmar) ed a sud parte della Penisola Malese.

Ramkamphaeng proclamò il Buddhismo Theravada religione ufficiale del Regno e descrisse il periodo storico attraverso delle incisioni su una stele di pietra (denominata “La Stele di Ramkamphaeng”).

Tali incisioni sono considerate dagli storici la base dell’alfabeto dell’attuale lingua Thai.

La stele di Ramkhamhaeng è attualmente custodita presso il Museo Nazionale di Bangkok. Una copia è esposta in prossimità del Monumento di Ram Khamhaeng.

Il declino

Nel corso del XIV secolo, il Regno di Sukhothai iniziò un lento ed inesorabile declino.

Molte province si ribellarono e proclamarono la propria indipendenza. Dapprima Uttaradit, Luang Prabang e Vientiane al nord; a cui seguirono Tak e Suphanburi al sud.

Nel 1378 le truppe del Regno di Ayutthaya occuparono Sukhothai, che divenne vassallo di Ayutthaya.

Successivamente, il sovrano Loethai (Phra Maha Thammaracha II, 1368-1399) proclamò Phitsanoluk capitale del Regno di Ayutthaya.

Nel 1424, alla morte di re Sai Luethai (Phra Maha Thammaracha III, 1400-1419), i due figli Paya Ram e Paya Banmeung entrarono in conflitto per la successione al trono.

Re Borommaracha II di Ayutthaya divise in due parti il Regno di Sukhothai assegnandole ai due pretendenti.

La sorella di Paya Ram e Paya Banmeung fu data in sposa a Borommaracha II.

Dalla loro unione, nel 1431 nacque il principe Ramesuan.

L’ultimo sovrano di Sukhothai, Borommapan, morì nel 1438 senza lasciare eredi ed il trono vacante fu affidato a Ramesuan (vicerè – Uparat – ed erede al trono di Ayutthaya).

Quest’ultimo, alla morte del padre (1448), fu proclamato sovrano del Regno di Ayutthaya con l’appellativo di Boromma Trailokanat (1448-1488).

Una delle prime azioni compiute da sovrano fu la unificazione dei due regni (di fatto Sukhothai divenne uno stato vassallo di Ayutthaya).

Il Regno di Ngoen Yang

Verso la fine del VI secolo, popolazioni di etnia Tai-Yuan provenienti dallo Yunnan (Cina meridionale), fondarono una cittadina lungo il corso del fiume Kok e la denominarorno Yonok.

Yonok divenne la capitale di quello che gli storici definiscono Regno di Singhanavati.

A seguito di un violento terremoto, Yonok fu gravemente danneggiata e parzialmente sommersa dalle acque.

I superstiti si spostarono ad ovest e fondarono la città di Vieng Prueksa (attuale Mae Sai).

Vieng Prueksa fu annessa al Regno di Lavo (attuale Lopburi), stato vassallo dell’Impero Khmer.

Con l’ascesa al trono del sovrano Lavachakkraj (638 d.C.), Vieng Prueksa fu rinominata Hiran.

Attorno all’anno 850, il settimo re di Hiran, Laokiang, fece costruire una nuova capitale lungo il corso del Mekong, che fu denominata Ngoen Yang (odierna Chiang Saen).

Da quel momento il Regno di Hiran fu chiamato Regno di Ngoen Yang.

Mengrai Il Grande

Mengrai (o Mangrai) nacque a Ngoen Yang nel 1238, figlio del sovrano Lao Meng e di Nang Thep Kham Khayai, una principessa di etnia Thai-Lü.

Nel 1259, alla morte del padre, Mengrai divenne il 25° sovrano del Regno di Ngoen Yang.

Durante questo periodo storico il regno si espanse in modo considerevole.

Dapprima furono annesse le vicine municipalità – meng – della valle del fiume Kok e, successivamente, furono occupati i territori laotiani di Meuang Sua e Mueang Theng, le odierne Luang Prabang e Dien Bien Phu.

Le orde mongole di Kublai Khan attaccarono il Regno di Chiang Hung (odierna Jinghong della prefettura cinese del Xishuangbanna, Yunnan meridionale) ma non occuparono stabilmente la zona.

Approffitando di questo “vuoto di potere”, Mengrai occupò i territori del Regno di Chiang Hung.

Il Regno Lanna

Dopo aver sposato la figlia del sovrano di Chiang Hung, nel 1262 Mengrai fondò la città di Chiang Rai e la proclamò capitale del neo-costituito Regno Lanna (che letteralmente significa “Il Regno con un Milione di Campi di Riso”).

Dopo aver occupato ed annesso Chiang Khong, nel 1275 Mengrai trasferi la capitale a Fang, cittadina situata 70 km ad ovest di Chiang Rai.

Considerato il costante pericolo di una invasione da parte dell’Impero Mongolo, Mengrai stipulò un’alleanza con i sovrani Ngam Mueng di Phayao (1276) e Ramkhamhaeng di Sukhothai (1277).

Influenzati dal vicino Regno di Hariphunchai, città-stato con capitale Lamphun, i sovrani Ramkhamheang e Mengrai proclamarono il Buddhismo Theravada religione ufficiale dei rispettivi regni.

Il Regno di Haripunchai fu occupato da Mengrai nel 1283.

Dopo essersi insediato a Lamphun per un periodo di circa 2 anni, nel 1285 Mengrai si trasferì a Wiang Kum Kam.

Quest’ultima, situata lungo il corso del fiume Ping, nelle vicinanze dell’odierna Chiang Mai, fu proclamata capitale del regno.

PS: i continui spostamenti della capitale del regno da parte di Mengrai vanificò i vari tentativi d’invasione da parte delle orde mongole di Kublai Khan. Quando i mongoli arrivavano nell’obiettivo che si erano prefissi trovavano una città deserta… Fu probabilmente grazie a questa strategia che buona parte del sudest asiatico non fu invasa dall’Impero Mongolo.

Tra il 1288 ed il 1290 Mengrai intraprese una serie di campagne militari nei territori dell’odierna Birmania sud-orientale, a seguito delle quali regni di Hanthawaddy e Phukam divennero tributari del Regno Lanna.

A causa delle ripetute alluvioni che colpirono Wiang Kum Kam, Mengrai decise di trasferire nuovamente la capitale del regno.

Il sovrano occupò Nophaburi, un insediamento di etnia Lawa situato lungo la sponda occidentale del fiume Ping.

Mengrai fece costruire una città fortificata, protetta da una imponente cinta muraria e da un canale esterno.

Nel 1296 la città fu proclamata nuova capitale del Regno Lanna con il nominativo di Chiang Mai, che letteralmente significa “La Citta Nuova”.

Chiang Mai rimase la capitale del regno fino al 1884, anno in cui il sovrano Rama V (1868-1910) annesse il Regno di Chiang Mai al Regno del Siam.

Il Regno di Ayutthaya

I fertili territori del bacino meridionale del Chao Phraya – denominata “La Conca d’Oro” – erano occupati da una confederazione di municipalità autonome (città-stato), tra cui Suphanburi, Lopburi ed Ayutthaya.

Quest’ultima, denominata “Krung Thep Dvaravadi Sri Ayutthaya”, che tradotto significa “La Città degli Angeli”, fu fondata nel 1350 dal principe U-Thong, primo sovrano del neo-costituito Regno di Ayutthaya con l’appellativo di Ramathibodi I.

Realizzata in un’isola artificiale lungo il corso del Chao Phraya, Ayutthaya divenne in breve tempo un importante porto fluviale (Ayutthaya Sri Raam Thep Nakhon), frequentato regolarmente da mercanti Cinesi, Arabi, Persiani, Malesi, Giapponesi e Portoghesi.

Alla prosperità commerciale del Regno, seguì una politica espansionistica.

Dapprima furono annessi il Regno di Sukhothai e le città-stato di Kamphaeng Phet e Phitsanulok, a cui seguì Chiang Mai, capitale del Regno Lanna.

Successivamente furono annessi stati-vassallo dell’Impero Khmer (territori orientali) e diverse province della Penisola Malese (territori meridionali).

In breve tempo, il Regno di Ayutthaya divenne uno degli imperi più vasti e ricchi del sud-est asiatico.

Considerata l’estensione del Regno, la gestione amministrativa dei territori annessi fu eseguita direttamente da membri e parenti della famiglia reale (definito dagli storici “Il Circolo del Potere”).

Nella seconda metà del XVII secolo, Re Narai (1656-1688) instaurò rapporti commerciali con le principali potenze europee dell’epoca, tra cui la Francia di Re Luigi XIV, portoghesi, inglesi ed olandesi.

Ayutthaya divenne una delle città più ricche d’oriente, punto d’unione tra Occidente ed Oriente, con una popolazione di oltre un milione di persone (paragonabile alla Parigi dell’epoca).

Nel corso del XVIII secolo, Ayutthaya perse progressivamente il controllo delle province annesse al Regno.

Ne approfittarono i Birmani, che, dopo ripetuti attacchi, nel 1767 riuscirono a penetrare all’interno della città e la devastarono.

In un paio di giorni, una delle città più ricche dell’Asia fu letteralmente rasa al suolo, cancellata.

Il Regno di Thonburi

Dopo la caduta di Ayutthaya ad opera dei Birmani (1767), il comandante dell’esercito Siamese, Phaya Taksin s’insediò a Thonburi, centro situato lungo la sponda occidentale del Chao Phraya.

Durante questo periodo storico, denominato “Regno di Thonburi” (1767-1782), Taksin riorganizzò l’esercito ed impose la figura del re-guerriero (figura progressivamente decaduta durante il Regno di Ayutthaya, periodo di pace e prosperità).

Per oltre 15 anni il territorio Thailandese fu investito da furiosi combattimenti contro gli eserciti Birmani, Vietnamiti e Laotiani.

A seguito delle vittoriose campagne militari condotte da Taksin, il regno raggiunse una espansione territoriale addirittura superiore al Regno di Ayutthaya

Il Regno di Rattanakosin

Come spesso accade, raggunto l’apìce del potere, nel 1782 Taksin fu assassinato dai suoi due generali più fidati: Bunma e Thongduang.

Quest’ultimo, sostenuto dalla nobilità Siamese, fu proclamato nuovo sovrano del regno con il nominativo di Phra Phutthayotfa Chulalok.

Nei secoli a seguire, Re Vajiravuch (Rama VI, 1910-1925), semplificherà il nominativo dei membri della dinastia reale ponendo l’appellativo di Rama (*).

(*) Rama è il protagonista del Ramakien, versione Thailandese del Ramayana Indiano, il principale poema epico della religione Induista che racconta le gesta di Rama, sovrano leale e guerriero valoroso, rappresentazione terrena di Vishnu (una delle principali divinità della mitologia Induista).

Phra Phutthayotfa Chulalok, pertanto, é conosciuto come Rama I, fondatore della dinastia reale Chakri.

La Fondazione di Bangkok

Fu proprio Rama I a progettare la nuova “Città degli Angeli” lungo la sponda orientale del Chao Phraya, sull’Isola di Rattanakosin.

Il 6 Aprile 1782, Krung Thep Maha Nakhon (Bangkok) fu proclamata nuova capitale del regno (periodo in cui il regno fu denominato “Regno di Rattanakosin”).

Due anni dopo fu completato il Wat Phra Keaw, complesso costruito appositamente per custodire il Buddha di Smeraldo, l’immagine sacra più importante del regno.

Dopo aver completato la dimora per il Buddha di Smeraldo, Rama I fece costruire la sua reggia (Il Palazzo Reale).

Ampliato nel corso dei secoli, il complesso – denominato ufficialmente Phra Borom Maha Ratcha Wang – fu ultimato soltanto agli inizi del XX secolo (1925).

Oltre che residenza ufficiale del sovrano, il complesso del Palazzo Reale comprendeva i principali uffici governativi del regno.

Chakri, la dinastia reale

Rama I, prima di essere incoronato, utilizzò per una decina d’anni l’appellativo di Chao Phraya Chakri.

Il termine Chakri fa riferimento alla forza divina del sovrano, ed é rappresentato dalle armi delle divinità Shiva e Narayana: rispettivamente, il tridente ed il disco dentato, simboli tutt’oggi presenti nell’emblema della dinastia reale.

Diventato re, Rama I decise di mantenere tale appellativo, dando origine alla dinastia reale Chakri.

Rama I (1782-1809)

Rama I fu un innanzitutto un valoroso combattente.

Al fianco di Phya Taksin, Rama I sconfisse le truppe del Terzo Impero Birmano (liberando il Regno Lanna), conquistò Vientiane (capitale del Regno Lao), sconfisse l’Impero Khmer (radendo al suolo la capitale) e riprese il controllo della regione del Plateau del Khorat (Isan-Nordest).

Alle vittorie militari, seguì un periodo di pace e prosperità, caratterizzato da scambi commerciali, in particolare con la Cina (esportazioni in primis).

Durante il suo regno, Rama I consolidò il Buddismo Theravada come religione ufficiale, definendolo «…un bene comune, fondamentale per la felicitá ed il benessere della gente, i cui princípi devono essere difesi e rispettati».

Rama II (1809-1824)

Il regno di Rama II – Phra Loetla Nabhalai – fu caratterizzato da pace e prosperità.

ll sovrano, poeta ed artista, fu l’artefice di quella che gli storici definiscono “La Golden Age del Regno di Rattakosin”.

In questo periodo storico, nell’arte comincia ad affermarsi il “realismo”: i dipinti e le sculture cominciano a rappresentare gente comune, scene tipiche della vita di tutti i giorni.

Rama III (1824-1851)

Durante il regno di Rama III – Nangklao – si registra un rilevamente aumento della comunità cinese.

In questo periodo l’attività economica principale del regno era rappresentata dal commercio con la Cina, in particolare esportazioni di riso, legname e zucchero.

Le esportazioni erano gestite da potenti famiglie cinesi residenti a Bangkok, denominate Jao Súa (“Le Tigri del Commercio”).

Tali famiglie, ricche e ben inserite nel tessuto sociale, instaurarono delle vere e proprie dinastie (alcune delle 242 mogli di Rama III erano figlie di famiglie cinesi).

Il potere ed influenza della comunità cinese in questo periodo storico è testimoniata dal fatto che numerosi templi furono realizzati con caratteristiche architettoniche e decorazioni tipiche della cultura cinese (spesso, con il tetto caratterizzato da un drago e non dal tradizionale Naga).

Il denaro stava cambiando irreversibimente l’ordine sociale del regno.

Oltre alla numerosa e potente comunità cinese, in questo periodo la capitale è spesso frequentata da mercanti e missionari occidentali, in particolare portoghesi ed inglesi.

Rama IV (1851-1868)

Prima di morire, Re Nangklao (Rama III) affermò “non ci saranno più guerre con i Birmani, Khmer o Vietnam, adesso la minaccia per il regno è rappresentata dall’occidente”. Alla morte di Rama III, nel 1851 salì al trono il fratellastro, Mongkut (Rama IV).

Durante questo periodo si registrò una occidentalizzazione del regno.

Affascinato dal progresso e dalle scienze occidentali, Rama IV (in grado di parlare e scrivere correttamente sanscrito, pali, latino ed inglese) riformò la religione ufficiale, il buddhismo.

In partcolare, Rama IV eliminò dai testi sacri ogni miracolo, magia e credenza popolare, in favore di una religione “più concreta, in grado di dare un ordine morale alla società”.

Non tutti pero condividevano questo punto di vista. Si crearono due gruppi principali: i tradizionalisti, che consideravano la crescente presenza occidentale un pericolo, e i riformisti capitanati dal sovrano.

Nel 1852, l’Impero Britannico vinse la cosiddetta “Guerra dell’Oppio” con la Cina e i Riformisti ne approfittarono per instaurare ulteriori rapporti commerciali con l’occidente.

Rama IV invitò Sir John Bowring – governatore di Hong Kong, la capitale dell’oppio – per definire un accordo economico tra il Regno del Siam e l’Impero Britannico.

Nel 1855 venne stipulato quello che gli storici definiscono “Il Trattato di Bowring”: un monopolio di stato sull’importazione e commercializzazione dell’oppio.

In breve tempo, il monopolio dell’oppio divenne la principale risorsa economia del regno.

“Il Trattato di Bowring” fu importante non solo per l’economia del regno. Il trattato infatti rappresentò una valida mossa per allontanare quello che era diventato il principale nemico dell’epoca: il colonialismo.

Rama V (1868-1910)

Rama V “The Great” salì al trono nel 1868, appena quindicenne.

Re Chulanlongkorn viaggiò molto: egli visitò Singapore, Java, Malaya, Burma e India, colonie dell’Impero Britannico.

Il giovane sovrano volle rendersi conto personalmente dello stato sociale di tali territori, prima di decidere quale modello politico ed amministrativo utilizzare per far progredire il proprio regno.

Rama V fece tradurre in Thai numerose costituzioni europee (gli storici ritengono che il modello che maggiormente influenzò il sovrano fu il Codice di Napoleone).

Abolizione della schiavitù

Nonostante un forte opposizione da parte dei nobili tradizionalisti, la prima riforma proposta da Rama V fu l’abolizione della schiavitù.

Re Chulalongkorn costitui un Ufficio Fiscale per il pagamento delle tasse.

Questa centralizzazione delle imposte si scontro con gli interessi di molte famiglie nobili che, nel Dicembre 1874, tentarono un colpo di stato (denominato “The Front Palace Crisis”).

Nel 1885, Rama V nominò suo fratello Narathip a capo dell’Ufficio Fiscale.

Le entrate fiscali, da poco più di un milione di Thai Baht nel 1874, raggiunsero ben 57 milioni nel 1906!

Re Chulalongkorn investì i proventi delle entrate fiscali principalmente per la costituzione della Guardia Reale, un mini-esercito costituito inizialmente da circa 500 uomini, organizzato secondo il modello britannico (ben armati e retribuiti).

Nel corso degli anni, il numero degli effettivi della Guardia Reale salì a 4,400 uomini (quest’ultimi vennero utilizzati principalmente per far fronte ai frequenti fenomeni di banditismo e, soprattutto, per eliminare le numerose “società segrete” della comunità cinese).

Successivamente fu costituito il Ministero della Difesa.

La minaccia coloniale

Nel 1874, Rama V dovette affrontare per la prima volta il fenomeno del colonialismo.

Le società dell’Impero Britannico operanti in Burma e specializzate nelle esportazioni di legname, cominciarono ad esercitare una notevole pressione sul Regno Lanna (all’epoca tributario di Bangkok).

Rama V approfittò della situazione, dapprima pagando i debiti del Regno Lanna ai creditori e, successivamente, stipulando un trattato con l’Impero Britannico per la regolamentazione dei rapporto commerciali.

Il trattato, di fatto, fu stipulato per limitare le mire espansionistiche degli inglesi nella regione.

A seguire, Rama V inviò un Commissario Governativo incaricato di gestire il pagamento delle imposte del Regno Lanna all’Ufficio Fiscale di Bangkok.

Questo divenne il modello, simile alle colonie inglesi in India, utilizzato per la gestione delle altre province-stati del regno.

Commissari Governativi furono inviati a Luang Prabang, Nong Khai, Khorat, Ubon Ratchathani e Phuket.

Nel 1893 venne costituito il Ministero dell’Interno, ente amministrativo per il controllo e gestione del territorio e, successivamente, il Ministero della Giustizia.

I confini del regno

Un altro passo fondamentale compiuto da Rama V fu quello di definire i confini geografici del regno.

Prima di allora, i confini di una regione o di un regno erano definiti essenzialmente dal territorio (un fiume, una catena montuosa etc.).

Nel 1852-1853 l’Impero Britannico vinse la guerra con la Birmania e ne annesse i territori.

Nel 1863 la Francia costituì il Protettorato di Cambogia.

Definire i confini del regno significava quindi salvaguardare i propri territori dalle mire espansionistiche dell’Impero Britannico e, soprattutto, della Francia.

In quest’ottica, Rama V incaricò un geometra inglese – James McCarthy – per la definizione dei confini del regno.

Nel 1887 McCarthy realizzò una mappa, ma la Francia si oppose e nel 1893 annesse militarmente i territori situati lungo la sponda orientale del Mekong (attuale Laos).

Rama V inviò ben 180,000 soldati nella regione (la maggiore mobilitazione militare del secolo).

La Francia rispose inviando due navi da guerra lungo il Chao Phraya, bloccando il porto di Bangkok, ufficialmente a protezione dell’ambasciata francese.

Questo episodio – definito “L’incidente della Foce” – portò alla stipulazione di un trattato tra il Regno del Siam e l’Indocina Francese, a seguito del quale la Francia annesse le città-stato di Luang Prabang e Vientiane, oltre ai territori settentrionali dell’ex-Impero Khmer.

Gli attuali confini della Thailandia furono definiti soltanto nel 1909, periodo in cui il Regno del Siam fu ufficialmente riconosciuto anche dalle potenze coloniali europee.

Rama VI (1910-1925)

Rama VI – Vajiravudh Klao Mongkut – salì al trono nel 1910, alla morte del padre (Rama V).

Educato in Inghilterra dai 12 ai 22 anni (laureato ad Oxford) ed appassionato di letteratura e storia, Re Vajiravudh semplificò i nominativi della dinastia Chakri con l’appellativo Rama (*), elencandoli numericamente in ordine cronologico.

(*) Rama è il personaggio principale del Ramakien, versione Thailandese del Ramayana, il principale poema epico della religione Induista con protagonista Ramayana, un sovrano leale e guerriero valoroso, rappresentazione terrena di Vishnu (una delle principali divinità della mitologia Induista).

Re Vajiravudh continuò l’opera di militarizzazione iniziata dal suo precedessore.

Nel 1912 costituì i reparti speciali della Guardia Reale, denominati “Súa Pa” (Wild Tigers).

Nazionalismo

Rama VI era convinto che la monarchia doveva essere «un potere assoluto e indiscutibile». Nazione e Monarchia dovevano essere la stessa cosa perche «il sovrano rappresenta la nazione, essere fedeli al sovrano significa amare la nazione».

Egli modificò la tipica frase «God, King and Country» in «Nation, Religion and King», secondo la quale «il Re rappresenta e protegge una nazione costituita da una popolazione di religione buddhista».

Nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, Rama VI inviò un contingente militare a combattere al fianco degli Alleati.

Come bandiera nazionale di tale contingente fu scelto un tricolore a strisce orizzontali di colore rosso, bianco e blu, uguale all’attuale bandiera nazionale (*)

(*) Il bianco rappresenta la purezza della religione, il blu la monarchia ed il rosso il sangue della popolazione Thai, disposta a morire per la nazione.

La crisi della Monarchia Assoluta

Ma non tutti la pensavano come il sovrano, anzi. I giornali dell’epoca criticarono questa forma di “Monarchia assoluta”.

Rama VI dapprima cercò di replicare a tali critiche mediante il giornale reale “Phim Thai”.

Nel 1923 fece approvare una legge che aboliva la libertà di stampa, a seguito della quale otto tipografie e ben 17 trstate giornalistiche furono chiuse ed i proprietari (gli editori) incarcerati.

Questa forma di repressione aumentò il malcontento generale e le critiche nei confronti della monarchia.

I più autorevoli giornalisti dell’epoca cominciarono a chiedersi «se, come dicono, il progresso rappresenta la chiave di volta per la nazione, perchè il Siam, paragonato agli stati europei ed al Giappone, è ancora cosi povero?».

Molti cominciarono a chiedersi se la sola monarchia fosse in grado di portare il progresso, inteso come benessere.

Cominciò a rafforzarsi il pensiero comune che la monarchia assoluta fosse la causa principale della povertà e disuguaglianza sociale che caratterizzava il Siam.

La gente ed i burocrati volevano una società basata sul principio denominato “Lak Vicha” (meritocrazia).

Il sovrano replicò affermando che la burocrazia della nazione si basava sul “Lak Ratchakan”, ossia servizio e fedeltà assoluta alla monarchia.

Rama VII (1925-1935)

Alla morte di Rama VI nel 1925, salì al trono Re Prajadhipok (Rama VII).

Quest’ultimo, da subito rimosse tutti gli uomini di fiducia del sovrano precedente, ritenuti vecchi e inadeguati per la modernizzazione del regno.

Re Vajiravudh cercò di definire ed elevare “la razza Thai”.

Egli definì la comunità cinese come «gli ebrei d’oriente».

Lo scopo di tale dichiarazione fu quello di creare una differenza sostanziale tra i cinesi che avevano deciso di diventare cittadini Thai a tutti gli effetti (come gli Jao Sua, ricchi e ben integrati) e coloro i quali invece consideravano la permanenza nel regno del Siam «soltanto come una situazione lavorativa a medio-breve termine».

La politica nazionalista adottata precedentemente da Rama VI e, successivamente, l’introduzione del concetto della “razza Thai” da parte di Re Prajadhipok, determinò un clima di tensione sociale.

Numerosi membri della comunità cinese cominciarono a criticare fortemente la monarchia.

Alla numerosa comunità cinese, si associarono molti cittadini Thai che consideravano la politica assolutista del sovrano un freno per il progresso della nazione e, conseguentemente, per il benessere della popolazione.

La Rivoluzione Siamese

Il 5 Febbraio 1927, sette uomini s’incontrarono a Parigi e nei cinque giorni successivi pianificarono quella che gli storici definirono La Rivoluzione Siamese

Il gruppo era composto da tre studenti del collegio militare, uno studente di legge, uno studente di scienze naturali, un avvocato e un diplomatico del regno a Parigi.

Questi fondarono quello che poi sarebbe diventato il “Partito del Popolo” (Khana Ratsadon).

Leader del partito fu nominato Pridi Banomyong, 27 anni, studente di legge.

Quest’ultimo, dopo aver preso spunto dalla legislazione francese, era fermamente convinto che la monarchia assoluta dovesse cedere il passo in favore di una monarchia costituzionale.

Con l’avvento della Grande Depressione (1929), le critiche ed il malcontento nei confronti della monarchia aumentarono sensibilmente.

Il 24 giugno 1932, membri del Partito del Popolo catturarono il comandante della Guardia Reale, arrestarono 40 membri della famiglia reale ed annunciarono la fine della monarchia.

Da subito, il sovrano non reagì con la forza, ma chiese ufficialmente aiuto alle potenze europee, definendo tale azione «una rivoluzione generata dalla minaccia comunista».

Il Partito del Popolo costituì una Assemblea Nazionale, composta da 70 membri.

La nascita del Regno del Siam

Il 10 Dicembre 1932 fu presentata ufficialmente la Costituzione, dando inizio alla monarchia costituzionale del Regno del Siam.

Dopo una serie di tentativi di negoziazione (falliti), Re Prajadhipok volò in Europa, ufficialmente per motivi di salute.

Nel Marzo del 1935, ancora in Europa, il sovrano annunciò l’abdicazione al trono.

Rama VIII (1935-1946)

Dopo l’abdicazione di Prajadhipok nel 1935, considerato che quest’ultimo non aveva figli maschi, l’Assemblea Nazionale scelse come successore legittimo uno dei nipoti del sovrano: il principe Ananda Mahidol (Rama VIII), un bambino di 10 anni, residente in Svizzera.

ll regno del Siam per 16 anni non ebbe alcun monarca residente.

Il Partito del Popolo

In una situazione del genere, il Partito del Popolo prese il controllo del regno a tutti gli effetti.

All’epoca, il partito era composto da 2 fazioni: una costituita essenzialmente da militari, capitanati da Plaek Phibunsongkhram (Phibun), e l’altra con leader Pridi Banomyong. Quest’ultimo, studente di legge, aveva una formazione culturale basata sul socialismo europeo.

Pridi aveva un seguito costituito da uomini d’affari e politici fortemente convinti che la nazione-stato doveva progredire attraverso la realizzazione di strutture e servizi primari, essenziali per il benessere dei cittadini (lo stato come elemento centrale).

Nel 1933, Pridi presentò un piano economico – The Outline Economic Plan – secondo il quale il territorio del regno era proprietà della stato, che, utilizzando gli intróiti delle entrate fiscali, doveva provvedere alla realizzazione di aree industriali e commerciali per rilanciare l’economia.

Nel 1935 Pridi si recò a Londra per negoziare finanziamenti stranieri con tasso d’interesse agevolato.

Il Partito del Popolo cominciò ad investire nel settore della formazione, in particolare nelle costruzione di scuole primarie: dal 1931 al 1939, il numero degli alunni passò da 700,000 a 1,700,000.

Per la formazione di nuovi burocrati post-monarchia, fu istituita una università specifica per le “Scienze Politiche e Morali” (Thammasat University).

Monaci ed insegnanti cominciarono a spiegare alla gente l’importanza della costituzione.

Nel corso degli anni furono realizzate strade, ospedali, uffici governativi e fu ampliata la rete elettrica nazionale.

I militari al governo

Congiuntamente alla realizzazione delle infrastrutture e servizi primari, la fazione costituita dai militari aumentò progressivamente influenza e potere all’interno del partito.

Nel 1934, Phibun, leader indiscusso della fazione militare, fu nominato Ministro della Difesa.

Ben presto si affermò il concetto che «il progresso e il benessere della popolazione possono realizzarsi soltanto in condizioni di pace e sicurezza».

Sulla base di questo concetto, nonostante le restrizioni economiche imposte dalla crisi del periodo, nel 1937 la spesa per la militarizzazione del regno raggiunse il 26% del budget nazionale.

Phibun fissò i quattro elementi basilari per lo sviluppo e crescita del regno: monarchia, parlamento, burocrazia ed esercito, in cui soltanto quest’ultimo fattore e da considerarsi permanente.

Nel 1938, Phibun si autoproclamò Primo Ministro e, successivamente, Ministro della Difesa, Ministro dell’Interno e degli Affari Esteri.

In parlamento – Assemblea Nazionale – il 90% dei membri erano militari o simpatizzanti di Phibun. Quest’ultimo, a partire dal 1942, cominciò ad autodefinirsi “Il Leader” (Than Phu Nam).

Nazismo e Fascismo

I critici dell’epoca affermarono che i modelli politici di Phibun erano rappresentati dalla Germania nazista e, soprattutto, dal fascismo di Mussolini.

Come Goebbels nella Germania nazista, Phibun nominò Luang Wichit Wathakan (Wichit) “Ministro per la Propaganda”.

Utilizzando i mass-media dell’epoca, Wichit cominciò ad eseguire un’opera di convincimento e coinvolgimento della gente.

Personaggi come Napoleone, Bismark, Mussolini ed Hitler venivano sistematicamente esaltati come «patrioti ed eroi, in grado di morire per la patria».

Elevazione della “razza Thai”

La razza Thai doveva essere una razza distintiva, migliore delle altre, cinesi in particolare.

In quest’ottica si cercò di realizzare “una economia Thai per la popolazione Thai”: nei settori economici principali (energia, tessile e alimentare) vennero create industrie autosufficienti, in grado di produrre indipendemente dalla Cina, storicamente il partner commerciale principale del regno.

Analogamente alla Germania nazista, all’Italia fascista e all’Impero Giapponese, furono fatti dei proclami che inebriarono e illusero la popolazione: «per non soccombere e diventare uno stato insignificante al servizio delle potenze mondiali, il Regno del Siam deve diventare il cuore della Golden Peninsula, The Great Thai Empire».

Nel 1939 Wichit andò a Parigi e presentò ai Francesi una mappa dell’Indocina con specificate le aree geografiche con popolazioni parlanti la lingua Thai.

I vertici del Partito del Popolo cercarono di riannettere i territori persi durante i trattati d’inizio secolo, in particolare parte della Cambogia e del Laos.

Successivamente furono pubblicati sette “Mandati Culturali” o “Editti di Stato” (Ratthaniyom).

Il primo di questi cambiò il nome della nazione da Siam in Thailandia («noi siamo la razza Thai, il nostro stato deve pertanto chiamarsi Thailandia, non Siam»).

Il secondo specificò i princìpi che identificavano i cittadini di razza Thai (e, conseguentemente, li differenziavano dalle altre razze presenti nel territorio); a tal proposito, nel 1942 venne costituita una Commissione della Cultura Thai.

Il terzo trattato consolidò il concetto di “unità”: non più cittadini Thai del nordest o cittadini Thai del nord, ma unicamente Chao Thai, cittadini Thai.

Il quarto e quinto punto specificò l’importanza del progresso e una serie di interventi necessari per aumentare la produttività della nazione.

Il sesto trattato prese in considerazione la salute della popolazione

In quest’ottica, nel 1938 fu promosso il Progetto Nutrizionale Nazionale, con specificate le regole alimentari per “rendere i cittadini forti e di sana costituzionei”.

Nel 1942 fu costituito il Ministero della Salute Pubblica.

L’ultimo trattato riguardava l’importanza della sicurezza nazionale, elemento basilare per poter eseguire le numerose riforme in programma.

La Seconda Guerra Mondiale

Dopo la presa di Parigi da parte di Hitler (1940) e l’invasione dell’Indocina da parte dell’Impero Giapponese, Phibun colse l’occasione per occupare i territori settentrionali della Cambogia (all’epoca Protettorato Francese).

Informato dell’imminente sbarco di truppe giapponesi in Thailandia, Phibun accettò, nella speranza di diventare a tutti gli effetti un alleato dell’Impero Giapponese e, conseguentemente, poter annettere altri territori.

Le truppe giapponesi sbarcarono in vari punti lungo le coste del Golfo della Thailandia l’8 Dicembre 1941.

La Thailandia dichiarò guerra all’Inghilterra e Stati Uniti d’America nel Gennaio 1942 (anche se l’ambasciatore Thailandese a Washington si rifiuto di consegnare la dichiarazione di guerra).

Ma la realtà fu completamente diversa da quanto prospettato da Phibun e Wichit.

L’Impero Giapponese, infatti, trattò la Thailandia sin da subito come un Paese occupato, e non come un alleato.

Secondo le mire espansionistiche dei i gerarchi giapponesi, la Thailandia rappresentava soltanto un territorio di passaggio, necessario a livello logistico, per poter sconfiggere (e cacciare) l’impero britannico dal sudest asiatico. Vedi La Ferrovia della Morte (Kanchanaburi)

Seri Thai, movimento al fianco degli Alleati

Durante l’occupazione giapponese, Pridi fu cacciato dal partito.

Quest’ultimo, congiutamente ai numerosi burocrati educati in Francia e Inghilterra che simpatizzavano per gli Alleati, creò un movimento di resistenza denominato Seri Thai (Thai Liberi).

Agli inizi del 1944, il movimento poteva contare su numerosi membri ed equipaggiamenti di vario genere forniti dagli Alleati.

Nel Luglio 1944, congiuntamente alla sconfitta dell’Impero Giapponese da parte delle forze alleate, Pridi fece cadere il governo militare (dittatura) di Phibun ed iniziò a trattare la resa della Thailandia con gli Alleati.

Alla fine delle ostilità, nonostante l’opposizione da parte degli inglesi (che chiedevano una punizione esemplare e l’occupazione della Thailandia), gli Stati Uniti d’America decisero di considerare la Thailandia “un territorio nemico occupato”.

Sulla base di quanto definito dagli USA, alla Thailandia non furono inflitte sanzioni di alcun tipo ed i confini territoriali del regno tornarono alla situazione pre-conflitto.

Rama IX (1946-2016)

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’equilibrio economico-politico della Thailandia si spostò definitivamente in favore delle potenze occidentali, USA in primis.

La Rivoluzione Comunista del 1949 in Cina, guidata dal leader Mao Tse-tung, e, successivamente, il coinvolgimento diretto degli USA nella Guerra in Corea a partire dal 1950, fecero della Thailandia un alleato strategico, geograficamente fondamentale per contrastare «il dilagante e preoccupante fenomeno del Comunismo».

Facendo leva su quella venne spesso definita la Sicurezza Nazionale, gli USA crearono un regime economico-politico governato da una élite di generali e burocrati al loro servizio.

Al termine del conflitto, il generale Phibun (ex-dittatore fascista) e il socialista Pridi (uno dei fondatori della Seri Thai) tornarono ai vertici del Partito del Popolo.

L’ex ambasciatore Thailandese a Washington, Seni Pramoj (che si rifiutò di consegnare la dichiarazione di guerra all’America), tornato in Thailandia fondò il Partito Democratico, in opposizione al Partito del Popolo.

La classe politica dell’epoca era comprendeva i gerarchi militari, i liberali-socialisti di Pridi e dal Partito Democratico, quest’ultimo costituito in buona parte da monarchici, rientrati dall’esilio imposto precedentemente dal generale Phibun.

Il 6 Giugno 1946, Re Ananda Mahidol fu trovato morto nella sua residenza, assassinato con un colpo di arma da fuoco.

Il fratello minore del re, il principe Bhumibol Adulyadej, anch’egli residente in Svizzera, fu proclamato nuovo sovrano del regno con l’appellativo di Rama IX.

I militari al potere

Approfittando di tale situazione, l’8 Novembre 1947 i gerarchi militari guidati da Phibun effettuarono un nuovo colpo di stato (sembra, con il parere favorevole del sovrano). Pridi fu costretto a fuggire all’estero per la seconda volta.

Nel Febbraio 1949, Pridi tornò in patria e, con l’aiuto degli ex-membri della Seri Thai, cercò a sua volta di effettuare un colpo di stato, barricandosi all’interno del Grand Palace (definita dagli storici “La Ribellione del Palazzo”).

I militari non esitarono a prendere a cannonate il palazzo; Pridi e i suoi uomini furono costretti a fuggire nuovamente.

Si creò una situazione politica (molto simile alla condizione attuale) caratterizzata dai membri del Partito Democratico in Parlamento, ed i gerarchi militari a gestire il potere alle spalle, nell’ombra.

Nel 1950, Re Bhumibol Adulyadej tornò provvisoriamente in Thailandia, per l’incoronazione ufficiale e la celebrazione del matrimonio.

Nel 1951 i Democratici crearono una costituzione che aumentava in maniera considerevole i poteri della monarchia.

Sulla base di quanto previsto da tale costituzione, il sovrano poteva nominare i membri del Senato, emettere decreti legge, modificare la costituzione stessa e, soprattutto, il controllo dell’esercito.

Il giorno precedente al ritorno in Thailandia di Re Bhumibol Adulyadej – 26 Novembre 1951 – i militari effettuarono un nuovo colpo di stato (denominato il “Colpo Silenzioso”) che portò all’esclusione del Partito Democratico dal Parlamento e, soprattutto, all’annullamento della costituzione.

L’America e la Lotta al Comunismo

I militari, supportati dagli USA, restarono al potere per oltre due decade.

Nel 1954, la Francia venne sconfitta e cacciata dai territori in Indocina. Conseguentemente, gli USA crearono il SEATO (Southeast Asia Treaty Organization) e si autoproclamarano “difensori del Regno di Thailandia”.

Gli americani inviarono in Thailandia ben 9 battaglioni di Marines.

In questa situazione di militarizzazione totale, il generale Sarit Thanarat venne nominato comandante delle forze armate Thailandesi e la CIA cominciò ad armare la Polizia Thailandese (comandata all’epoca dal generale Phao).

Alla fine del 1954, Sarit e Phao tornarono dagli Stati Uniti con, rispettivamente, 25 e 37 milioni di dollari!

Nel 1957, il generale Sarit, supportato dagli USA, effettuò l’ennesimo colpo di stato: i generali Phibun (Esercito) e Phao (Polizia) furono costretti all’esilio. Sarit unificò le forze armate ed annesse la Polizia come forza subordinata all’esercito.

A seguito della Guerra Civile in Laos nel 1960, la Thailandia divenne la prima linea contro il Comunismo.

Truppe dell’esercito Thalandese furono inviate segretamente in Laos a combattere i comunisti al fianco della CIA.

Nel Dicembre 1964, gli americani inziarono ad effettuare raid aerei sul Vietnam del Nord e Laos. Il 75% dei raid aerei compiuti dal 1965 al 1968 partirono da basi americane in territorio Thailandese.

Sviluppo economico

Gli americani realizzarono una nuova imponente ambasciata a Bangkok e, successivamente, fu nominato ambasciatore un ex-marine della Seconda Guerra Mondiale, Bill Donovan (denominato “Wild Bill”).

Il numero degli occidentali (farang), soprattutto americani, a Bangkok aumentò in modo considerevole (45,000 nel 1967), a cui seguì un vero e proprio boom dell’industria del sesso, sostenuta politicamente, con oltre 300,000 prostitute solo nella capitale.

Bangkok cominciò a cambiare irreversibilmente, non solo da un punto di vista urbanistico, ma anche, e soprattutto, morale. Gli USA crearono una generazione di burocrati che sostenevano sistematicamente la causa e le politiche americane.

Una trentina di famiglie “ben inserite” nel tessuto politico della capitale, approfittarono di tale situazione per arricchirsi ulteriormente, diversificando le proprie attività in vari settori, creando delle vere e proprie dinastie.

Questo boom economico, comportò un esodo dalle zone rurali alla capitale.

Negli anni ’60, la popolazione di Bangkok passò da 1,8 ad oltre 3 milioni di persone.

Il sovrano del popolo

A differenza del generale Phibun, il generale Sarit incoraggiò notevolmente il reinserimento del Re nella scena sociale e, soprattutto, politica del Paese.

Re Bhumidol Adulyavej cominciò ad effettuare periodicamente visite nelle zone più povere e remote del regno.

Egli intraprese numerose opere ed attività fondamentali per lo sviluppo del Paese, in particolare nel settore agricolo: nel corso degli anni vennero realizzate dighe, centrali idro-elettriche, riserve idriche e sistemi d’irrigazione.

La coltivazione dell’oppio nelle regioni settentrionali del Paese fu progressivamente dismessa, in favore di colture alternative.

Rama IX intraprese una serie di opere sociali, volte soprattutto a migliorare le condizioni di vita delle classi più povere.

Molte famiglie ricche iniziarono ad effettuare donazioni al sovrano, in particolar modo imprenditori rampanti alla ricerca di un riconoscimento nel sociale (status).

Lo sviluppo economico del Paese – negli anni ’60 si registrò un incremento annuo del PIL nell’ordine del 7-8% – portò alla creazione di una classe sociale media. Gli studenti del regno aumentarono sensibilmente: da 18,000 nel 1961 ad oltre 100,000 nel 1972.

Il massacro della Thammasat University

I giornali, anche politici, comiciarono a proliferare.

Gli studenti delle università cominciarono a scoprire ideologie di sinistra della cultura occidentale.

Nel 1972, studenti della Thammasat University pubblicarono un opuscolo denominato “Phai Khao” – letteralmente “Il pericolo bianco” – un saggio politico contro l’imperialismo americano.

Nel Giugno del 1973, gli studenti universitari (alla quale si unirono poi molte altre persone) oranizzarono una dimostrazione di protesta contro la classe dirigente al potere e, soprattutto, chiesero una nuova costituzione. Tuttavia, la giunta militare rifiutò di negoziare e arrestò i leader della protesta.

Nell’Ottobre del 1973, più di mezzo milione di persone protestarono per le strade di Bangkok chiedendo una nuova costituzione.

I generali rilasciarono i leader arrestati durante la manifestazione di Giugno, ma rifiutarono di modificare la costituzione.

Gli studenti nel pomeriggio si recarono al Grand Palace per chiedere una opera di mediazione da parte del re.

Fu concordato un incontro con il sovrano, ma la mattina seguente i militari cominciarono ad aprire il fuoco contro la folla: 77 persone furono uccise e 857 ferite.

Nuova Costituzione

La reazione politica e sociale fu tale da autorizzare il sovrano ad esiliare i tre gerarchi militari responsabili – definiti “I tre tiranni”: Thanom, Praphat e Narong – ed a nominare un nuovo Primo Ministro (Sanya Thammasak).

Successivamente fu redatta una nuova costituzione che escludeva i militari dal potere politico ed elevava il Re ad una posizione di garante, “al-di-sopra-delle-parti”.

A seguito della sconfitta in Vietnam (1974), le truppe americane presenti nel territorio Thailandese furono ridotte ai minimi termini.

Il periodo seguente fu caratterizzato da numerosi dibattiti, cambiamenti e ulteriori colpi di stato.

Il 6 Ottobre 1976, i militari aprirono il fuoco (utilizzando razzi e granate) nuovamente contro gli studenti barricati all’interno della Thammasat University (vedi foto): morirono 43 studenti e 2 poliziotti; oltre 3,000 persone vennero arrestate lo stesso giorno, altri 5,000 nei giorni successivi.

Il massacro alla Thammasat University fu uno shock per l’opinione pubblica mondiale.

A seguito delle numerose violenze perpetrate dai militari, numerosi studenti e attivisti del CPT (Partito Comunista Thailandese) lasciarono la capitale e si rifugiarono nella giungla.

Boom economico

Con la fine della Guerra Fredda (1989-1991) e la progressiva affermazione del “mercato globale o globalizzazione”, quelli che prima erano considerati dei “pericolosi paesi comunisti” si trasformarono in partner commerciali.

La Cina, in particolare, dopo decenni trascorsi nel buio della recessione, s’impose nuovamente come il maggior partner commerciale del regno.

Il crescente mercato asiatico fu definito dagli operatori del settore “La Tigre”.

Nel periodo compreso dal 1993 al 1996, apriva i battenti in Thailandia una fabbrica giapponese ogni tre giorni.

Il crescente turismo sostituì progressivamente la massiccia presenza americana nel territorio, alimentando nuovamente l’industria del sesso.

La Thailandia diventò in breve tempo una nazione industrializzata, caratterizzata da un forte export, con una capitale, Bangkok, epicentro di tutte le attività economiche, sociali e religiose del Paese.

Re Bhumibol Adulyadej (Rama IX), venerato dai cittadini del regno, ha rappresentato un punto di riferimento sociale e politico per oltre mezzo secolo.

Rama X (attuale sovrano del regno)

Con la morte di Bhumibol Adulyadej (13 Ottobre 2016), Vajiralongkorn, secondogenito ed unico figlio maschio del re e della regina Sirikit è stato proclamato sovrano del regno con l’appellativo di Rama X.

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