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Terminologia e Strutture principali dei Templi Buddhisti

La Thailandia annovera migliaia di templi buddisti, molti dei quali rappresentano dei veri e propri siti di interesse storico-culturale.

Per poter visitare “con cognizione di causa” un tempio buddista, abbiamo ritenuto opportuno dedicare una pagina con specificata la terminologia e la descrizione delle principali strutture presenti.

 

Wat

Con il termine Wat – derivante da Vāta, termine Sascrito che letteralmente significa “luogo protetto da una recinzione, inaccessibile” – s’intende un complesso religioso comprensivo di varie strutture.

Tra queste, le principali, e le prime ad essere realizzate, sono:

Le altre strutture del tempio sono realizzate in relazione alla disponibilità finanziaria e dalla presenza o meno di monaci residenti.

Il tempio buddista è suddiviso in settori distinti: Phutthawat o Buddhawat, l’area che include le strutture religiose del complesso, e Sangkhawat, area destinata agli alloggi dei monaci residenti e strutture annesse (cucina, scuola etc.)

Chedi

La Chedi, denominata anche Stupa, rappresenta la struttura principale del tempio.

La camera interna – cripta – della chedi custodisce delle reliquie. Queste possono essere reliquie del Buddha (in tal caso il nominativo ufficiale del tempio comprende il termine “Mahathat”) oppure urne contenenti le ceneri di sovrani o di monaci particolarmente importanti.

Da un punto di vista architettonico, le chedi sono caratterizzate da forme diverse, in relazione al periodo storico in cui sono state edificate.

In Thailandia sono presenti principalmente due tipi di chedi: con forma conica, e l’estremità superiore particolarmente affusolata (stile Singhalese, Mon ed Ayutthaya), oppure con la struttura in elevazione a forma di bulbo di fiore di loto (stile Sukhothai, evoluzione architettonica delle Prang Khmer).

La chedi più grande del mondo è la Phra Pathom Chedi di Nakhon Pathom (127 metri in altezza, foto sotto).

Prang

La Prang è una una chedi (stupa) realizzata in stile Khmer.

La struttura è caratterizzata da un imponente basamento multi-livello a pianta rettangolare, con quattro porte disposte in corripondenza dei punti cardinali (*).

(*) La porta situata lungo il lato orientale, generalmente caratterizzata da un timpano particolarmente decorato, permette di accedere all’interno della struttura. Gli altri tre sono dei “falsi ingressi”, realizzati per ingannare gli spiriti maligni (impedendo loro l’accesso al santuario).

Presso la camera interna – cella – è custodita l’immagine sacra a cui la struttura è dedicata (generalmente una delle tre divinità della Trimurti Induista: Brahma, Shiva e Visnu).

I templi realizzati durante il periodo Khmer erano caratterizzati da cinque Prang disposte a quinconce, con la prang principale disposta centralmente e le prang secondarie poste in corrispondenza di un ipotetico quadrato.

Tale configurazione è denominata “Tempio-Montagna”. La prang centrale, infatti, è la rapresentazione terrena del Monte Meru, la montagna sacra, centro dell’universo della mitologia Induista.

A differenza delle prang Khmer, realizzate con blocchi di arenaria, le prang costruite successivamente durante i Regni di Sukhothai ed Ayutthaya, furono realizzate utilizzando mattoni o blocchi di laterite.

La struttura era rivestita completamente con stucco e finemente decorata con sculture e basso-rilievi raffigurante figure ancestrali della mitologia Induista, progressivamente sostituite da immagini del Buddha.

Le prang realizzate nel tardo periodo di Ayutthaya sono caratterizzata da un tridente dorato – denominato Trishula, il tridente di Shiva – posto all’estremità superiore della struttura.

Foto sotto – La Prang che caratterizza il Wat Arun (Bangkok)

Ubosot

La Ubosot o Bot rappresenta il principale luogo di preghiera della comunità monastica residente, la struttura presso la quale viene eseguita la Cerimonia di Ordinazione dei monaci (la Ubosot è denominata infatti “Sala dell’Ordinazione”).

La struttura è realizzata a pianta rettangolare, con l’ingresso principale rivolto verso est.

L’interno è caratterizzato da un basamento particolarmente decorato, sul quale è posta l’immagine sacra principale del complesso (generalmente un statua dorata del Buddha, raffigurato nella postura del Bhumisparsha Mudra).

Le pareti interne sono decorate con dipinti raffiguranti scene dei Jataka o del Ramakien (*)

(*) il Ramakien e la versione Thailandese del Ramayana Indiano, il principale poema epico della religione Induista.

Il poema narra le avventure del principe guerriero Rama (il termine Ramayana significa letteralmente “il cammino di Rama”), rappresentazione terrena di Visnu.

Considerata area sacra, la Ubosot è delimitata perimetralmente da otto pietre, denominate “Pietre Sema”.

Una ulteriore pietra Sema è interrata sotto l’immagine sacra principale della Ubosot.

Ogni Pietra Sema è posizionata sopra una sfera metallica (Luuk Nimit), che, secondo il tradizionale rituale, dev’essere interrata prima della costruzione della struttura.

Viharn (Vihara)

Originariamente, la Viharn o Vihara era il luogo in cui i monaci alloggiavano durante la stagione dei monsoni (stagione delle piogge).

Alla data odierna, la Vihara rappresenta il luogo in cui la gente si reca per pregare (motivo per il quale è denominata “Sala dell’Assemblea”).

Realizzata a pianta rettangolare, la Viharn è un edificio simile alla Ubosot, ma, rispetto a quest’ultima non è delimata dalle Pietre Sema (non essendo considerata area sacra).

Alcuni templi hanno più di una Viharn; in tal caso la Viharn principale è denominata Viharn Luang.

Gallerie (Porticato)

La Viharn principale è spesso situata all’interno di una sorta di Porticato (Gallerie) decorato con numerose immagini del Buddha, perfettamente allineate le murature perimetrali e rivolte verso l’interno.

Foto sotto – Immagini del Buddha presso le Gallerie del Wat Pho (Bangkok)

Mondop (Mandapa)

La Mondop – nell’architettura Indiana denominata Mandapa – è una struttura a pianta quadrata, caratterizzata da una una serie di colonne, completamente aperta.

In Thailandia, la Mondop è caratterizzata spesso da un tetto particolarmente elaborato, costituito da una serie di falde concentriche.

La Mondop è utilizzata per cerimonie religiose o semplicemente per custodire una immagine sacra.

Ho Trai (Biblioteca)

La Biblioteca (Ho Trai) è l’edificio all’interno del quale venivano custoditi i testi sacri della dottrina Buddista (Tripitaka o Tipitaka).

Considerato che all’epoca tali scritture erano eseguite su foglie di palma essiccate, per proteggerle dagli insetti e, soprattutto, dalle frequenti alluvioni, le Biblioteche venivano realizzate a due livelli.

Il primo livello era costitito da un imponente basamento in muratura (o da un colonnato), mentre la struttura al piano superiore, contenente le scritture, era realizzata in legno.

Foto sotto – La Biblioteca del Wat Ratchaburana (Phitsanulok)

Sala

La Sala è un padiglione aperto a pianta rettangolare, realizzato originariamente come luogo di riparo/ristoro per i pellegrini che si recavano al tempio.

Kuti

La Sala è un padiglione aperto a pianta rettangolare, realizzato originariamente come luogo di riparo/ristoro per i pellegrini che si recavano al tempio.

Crematorio

La Sala è un padiglione aperto a pianta rettangolare, realizzato originariamente come luogo di riparo/ristoro per i pellegrini che si recavano al tempio.

Morte, Funerale e Cremazione

La cremazione generalmente si svolge generalmente tre giorni dopo il decesso, ma può essere posticipata di qualche giorno per consentire ai parenti/amici lontani di far visita al defunto.

Nel caso di famiglie benestanti e/o persone particolarmente importanti, il corpo viene conservato per un anno o più all’interno del tempio per prolungare i benefici dei doni e delle preghiere a favore del defunto.

Nei giorni che precedono la cremazione, i monaci si recano a casa del defunto per recitare le preghiere.

Nonostante il lutto, nella tradizione buddista la famiglia e gli amici devono mantenere un “atteggiamento positivo”. Pertanto, tra una preghiera e l’altra si può conversare, mangiare, bere, giocare a carte ed ascoltare della musica!

Nel giorno della cremazione, i monaci guidano la processione verso il crematorio.

Con la cremazione, lo spirito si separa dal corpo.

Nel buddismo, infatti, la morte rappresenta soltanto una fase di trasformazione. La persona continua ad esistere fino a quando non si manifesteranno di nuovo le condizioni ideali per una nuova reincarnazione nel mondo materiale.

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